Le leggende che circondano la nascita del Panettone, dolce tipico della tradizione Natalizia milanese, sono tante e tutte belle e romantiche. La più romantica in assoluto è una dolcissima storia d’amore. Si narra di un giovane di ricca famiglia segretamente innamorato della bella figlia del fornaio Toni. Lui, Ugo, ogni notte al calar del sole di soppiatto percorreva la città per raggiungere la bottega dove la sua bella Adalgisa lavorava duramente per risollevare le sorti del forno del padre, il quale ammalatosi aveva lasciato tutto il lavoro sulle spalle della giovane figlia. Per questo motivo, nonostante gli sforzi compiuti da Ugo per incontrare la bella Adalgisa, i due giovani avevano difficoltà a stare insieme anche in quelle poche ore notturne poichè la ragazza doveva preparare, impastare, infornare…
Il giovane Ugo doveva salvare la sua bella. Decise quindi di farsi assumere come garzone per dare un aiuto al fornaio e alla dolce figlia. Ma nonostante il suo impegno e il suo duro lavoro, gli affari andavano male e la gente non entrava più in bottega per fare acquisti. Fu così che Ugo, falconiere di Ludovico il Moro, rubò una coppia di falchi e li vendette per acquistare del burro. Una sera, versò tutto il burro acquistato nel”impasto del classico pane ed il risultato fu sorprendente! La gente iniziava ad entrare nella bottega per acquistare il pane speciale del fornaio Toni. Iniziarono una grande produzione di questo pane e Ugo decise di renderlo ancora più ricco aggiungendo uova, zucchero, uvetta a canditi. In poco tempo tutti volevano il pan del Toni (e da qui il nome Panettone) da portare in tavola il giorno di Natale. Ovviamente la storia ha un doppio lieto fine e ai due giovani viene concesso il permesso di sposarsi.
Le storie sulle origini del Panettone però narrano anche di un classico “errore” in cucina dal quale nacque un dolce che si tramanderà per anni. Siamo alla corte di Ludovico Sforza, che come ogni anno nel giorno di Natale sta dando un elegante, sfarzoso e abbondante banchetto per i suoi ospiti. Il cuoco in cucina è incredibilmente soddisfatto del suo successo poichè tutti gli ospiti stanno gradendo visibilmente le portate. In forno poi c’è la punta di diamante del suo menu, un dolce eccezionale dal quale dipende letteralmente la sua vita (potrebbe essere condannato a morte per un errore in una così importante occasione). Purtroppo l’errore accade, nessuno controlla il forno e il dolce si brucia. Un garzone però ha conservato un pò di impasto per sè per poter avere qualcosa da mangiare dopo il lavoro e per renderlo più nutriente vi ha aggiunto delle uova, uvetta e canditi trovati in cucina. Si offre così di dare l’impasto al cuoco per offrirlo come dolce. Come la storia ci insegna il dolce ebbe un tale successo che fu servito per ogni successivo banchetto di Natale, fino ai nostri giorni, con il nome Panettone.
Un’altra storia, nata in circostanze più umili, narra di una suora che per allietare il giorno di Natale delle sue consorelle aggiunge al solito impasto di pane alcuni ingredienti dolci (canditi, uvetta, uova, zucchero) e per benedirlo vi incide sopra una croce (gesto ancora praticato nella realizzazione del Panettone).
Qualunque sia la storia che vi conquista di più, provate ad immedesimarvi la prossima volta che gusterete una fetta di Panettone…renderà l’atmosfera ancora più magica.
